giovedì 30 aprile 2015

IL CONSULTORIO, SALUZZO



Con la scuola abbiamo avuto la possibilità di approfondire il programma riguardante l’educazione sessuale al consultorio.
Il consultorio si trova nei pressi dell’ospedale di Saluzzo, ma in una sede distaccata. Si tratta di un luogo dove le mamme, ma soprattutto i giovani, possono chiedere consiglio.
L’accoglienza è stata effettuata dalle infermiere e dalle dottoresse che ci hanno condotti nella sala riunioni ove c’è stata data l’opportunità di fare chiarezza su dubbi con domande. E’ stato affrontato il discorso delle malattie sessualmente trasmissibili, come l’AIDS, e l’importanza della prevenzione con l’utilizzo di anticoncezionali.
Si sono sfatate anche molte dicerie che la maggior parte degli adulti sono soliti a ribadire a noi giovani, come per esempio, l’uso della pillola anticoncezionale portatrice di tumori e conseguenze poco gradevoli sull’organismo femminile in generale , così invece non è siccome l’avanzamento della medicina ha permesso notevoli miglioramenti nella sanità.
Alla conclusione dell’incontro ci è stato consegnato un biglietto sul quale c’erano riportati i numeri di telefono di tutti i consultori e pronti soccorsi della CN1, nonché i punto di riferimento a cui è possibile rivolgersi in casi di emergenza.
A nostro parere questa iniziativa è stata molto utile per la formazione del singolo e per aprire la propria mentalità alla realtà della situazione odierna.


Gruppo: Estienne.

Autore: Bressi e Estienne.

venerdì 17 aprile 2015

Shiatsu a scuola.

Giovedì 19 marzo 2015 il nostro professore ha organizzato una giornata Shiatsu in cui,chi voleva, poteva essere trattato. Inizio innanzitutto con un piccolo riassuntino della tecnica di massaggio.
Lo Shiatsu (in lingua giapponese: Shi = dito e atsu = pressione) è una tecnica di massaggio del corpo diffusa in Giappone sin dal VI secolo. Esso affonda le sue radici nelle forme di manipolazione e massaggio tradizionali cinesi. Non esistono prove scientifiche che lo shiatsu sia in grado di curare alcuna malattia,ma gli operatori shiatsu lo promuovono come un modo per coadiuvare l'efficacia delle cure farmacologiche, aiutare il rilassamento e affrontare la diminuita capacità auto-immune dell'organismo che fattori come lo stress e la depressione incrementano.
Le tecniche dello Shiatsu
Lo Shiatsu si basa su quattro "pilastri":
1.il respiro
2.la postura
3.la perpendicolarità
4.la pressione
Lo Shiatsu è una tecnica manuale basata principalmente sulle pressioni portate con i pollici, le dita, i palmi delle mani. Una pressione efficace è caratterizzata da cinque fattori che devono sempre essere presenti:
1.l'uso del giusto strumento di lavoro
2.una corretta posizione dell'operatore
3.una corretta individuazione dell'area su cui operare
4.l'attenzione dell'operatore
5.tre fasi pressorie: ingresso, stasi, uscita.

Questo permette, contattando il suo livello energetico più profondo e quindi tutti gli aspetti della sua realtà, di risvegliare nel ricevente la sua forza di autoguarigione. Nella medicina tradizionale cinese (MTC) psiche e soma non sono mai stati divisi e questo rappresenta una delle fondamentali differenze con la medicina occidentale.


Questa tecnica di massaggio è legata ad un simbolo il cui nome è Taijitu o semplicemente Tai. E composto da due parti lo yin (nero) e lo yang (bianco) che rappresentano uno
l 'opposto dell altro. (giorno/notte)

due sono i principi dello yin e dello yang:
1.Lo yin e yang sono opposti: qualunque cosa ha un suo opposto, non assoluto, ma in termini comparativi. Nessuna cosa può essere completamente yin o completamente yang; essa contiene il seme per il proprio opposto.2.Lo yin e lo yang hanno radice uno nell'altro: sono interdipendenti, hanno origine reciproca, l'uno non può esistere senza l'altro.
INTERVISTA
Dopo questo trattamento abbiamo intervistato quattro persone che avevano vissuto questa nuova esperienza.
1. Conoscevi già i trattamenti Shiatsu?
Michela:"No,vagamente"
Giosuè:"Certo che no"
Alessandro:"No,non ne avevo nemmeno sentito parlare"
Alex:"No,ma ne avevo sentito parlare vagamente"
2. Ti è piaciuto?
Michela:"Sì abbastanza,è stato rilassante"
Giosuè:"Certo! Più che tanto"
Alessandro:"Sì,mi sono sentito benissimo"
Alex:"Sì,molto rilassante"
3.Che voto dai da 1 a 10?
Michela:"Diciamo 8,5"
Giosuè:"9,anche se,dato il poco tempo,non sono riuscito a finire il trattamento"
Alessandro:"Direi...8/9"
Alex:"Un bel 9"
4.Lo rifaresti?
Michela:"Sì lo rifarei volentieri"
Giosuè:"Ovviamente perchè è stata un'esperienza fantastica"
Alessandro:"Sì se ne ho l'occasione"
Alex:"Certo...molto volentieri"
Grazie mille per questa intervista!
Michela:"Figurati!"
Giosuè:"Ma figurati"
Alessandro:"Niente!"
Alex:"Di niente"




Gruppo: Giordano.
Autori: Giordano e Grandi.
La Bagna cauda.

La “bagna caoda” o “bagna cauda” è una preparazione tipica del Piemonte e della valle po preparata con acciughe, olio e aglio ed utilizzata come intingolo per le verdure fresche della stagione autunnale.
Essendo una pietanza sostanziosa, solitamente, viene considerato un piatto unico ma talvolta può anche essere servito come antipasto per una cena tra amici..
Infatti, anticamente, era proprio durante i ritrovi e le cene tra amici che si preparava questo piatto che col tempo è diventato il simbolo dell'amicizia e dell'allegria.
Le origini della bagna caoda sono in realtà per metà avvolte nel mistero poichè non si sa precisamente quando, dove e chi abbia inventato questo piatto, che infatti non ha neppure una città di residenza, ma si sa invece che i vignaioli del tardo Medioevo adottarono questa ricetta per festeggiare un evento importantissimo come poteva essere la spillatura del vino nuovo.
Per moltissimo tempo, la bagna caoda, è rimasta solo il piatto dei poveri e dei contadini in quanto gli aristocratici la aborrivano per l'abbondanza di aglio.
Col passare del tempo, questo piatto è stato invece rivalutato e, al giorno d'oggi, sono molte le trattorie e i ristoranti, sopratutto in Piemonte, che propongono nel loro menù la bagna caoda.
Per quanto riguarda l'origine del nome, sappiamo che bagna caoda deriva dai due termini, "bagna" che in Piemontese significa salsa o sugo, e "caoda" che sta invece per calda: quindi salsa calda.
Ed è proprio per questo motivo che la bagna caoda viene servita nei "fujot", particolari recipienti in terracotta o rame con sotto una fiammella che tiene caldo l'intingolo.Vi presentiamo qui la ricetta classica depositata presso l’Accademia Italiana della Cucina e una versione preparata con il latte altrettanto gustosa. Accompagnate la bagna caoda con le verdure autunnali tipiche della regione tra le quali spicca il famoso cardo gobbo di Nizza Monferrato, da consumare crudo.

Gli agnolotti

Gli agnolotti sono il tipico primo piatto della cucina Piemontese e rappresentano una ricetta conosciuta ed apprezzata non solo inItalia, ma anche all’estero per la sua bontà e semplicità.
Le origini degli agnolotti sono da ricercarsi in particolar modo nelle campagne del Piemonte, dove le donne di casa confezionavano a mano questi particolari tortelli servendosi soprattutto degli avanzi di carne dei giorni precedenti.
Naturalmente, in ogni zona la ricetta degli agnolotti è diversa e il ripieno viene preparato in modi differenti: nel Monferrato e nel Torinese il ripieno è costituito solamente da carni di maiale e vitello arrosto con l’aggiunta di cervella, nel basso Canavese si aggiungono anche la verza e la salsiccia, nel Tortonese e nell’Alessandrino infine, il ripieno è costituito da uno stracotto di carne bovina e gli agnolotti saranno poi conditi con il sugo scaturito dalla preparazione dello stracotto.
Molto diffuso nella Langa è anche l’agnolotto al plin”, letteralmente “pizzicotto”, dalla caratteristica forma a barchetta e ripieno di sola carne.
Anticamente gli agnolotti venivano conditi con un sugo a base di carne e verdure mentre al giorno d’oggi si preferisce un condimento più semplice a base di burro e salvia oppure di ragù.



Gruppo: Martino.
Autori: Martino e Giordana.